lunedì 25 febbraio 2008

PENSIERODELLASERA


Voglio cenare senza posate

per smettere di mettere un intermediario

tra me stesso e questa terra.

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SPAZI VUOTI

Ecco che mi ci ritrovo di nuovo

qui, nell’intercapedine delle mie giornate

uno spazio di vuoto

non abbastanza grande da essere abitabile,

ma elemento fondamentale

per la mia struttura,

incrollabile zuppa di sangue, saliva e sudore

in equilibrio sul filo dei sogni.

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SERATA CONFIDENZIALE


Un ape cattura un mezzo busto di uomo

accanto al mio televisore.

I miei piedi di carta

bruciano metà del tappeto,

sulla parete quattro quadri diventano otto.

Dagli occhi entro nella testa

e vedo che stanotte è tutto doppio.

Condivido con un amico

per sentirmi unico,

muti muoviamo

il caotico rumore delle nostre incertezze

avvicinandoci a ciò che siamo

senza riuscire a toccarlo.

Nella città vuota di vita

come i nostri calici

il pieno di vino

impasta la bocca di verità

denudando dell’abito

i monaci che mai saremo.

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4 CAPRIOLE ALL'INDIETRO


Quattro capriole all’indietro,

sui propri passi tornarci a testa in giù

di traverso far andare le prossime parole

per non parlartene più.

Quattro capriole all’indietro,

travasare il sangue in testa

ritrovarmi a quattro zampe

fuori dalla tua finestra.

Quattro capriole all’indietro

allontanarmi da quello che sta arrivando

quando spesso ci penso.

Quattro capriole all’indietro

un ruscello di vertigini,

per continuare a sentirmi

fuori da questi margini.

Quattro capriole all’indietro.

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GENERAZIONEFUTURA


Siamo l’utopica via di vita

oltre il vetro della campana di vuoto

in cui ci avete partorito

sregolate idee

di disciplinati devoti del caos

slegate dai lacci della legge.

Molteplici desideri disordinati

fuori dall’ ordine della vostra decisione

che chiamate democratica scelta.

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