giovedì 22 maggio 2008

DAL QUARTO PIANO


Gli aghi infilati sulle teste

degli alveari dove gli uomini vivono
ricevono lo spettacolo
dai satelliti saltati in cielo,
più in là le luci illuminano
un Dio rotolante all'ultimo stadio,
preso a calci da novanta minuti di sudore.
La lingua di catrame qui sotto
viene morsa dalla folle fretta
fatta d' acciaio e di gomma,
mentre l'odore dello sputo del carbonio
esilia l' ossigeno oltre le nuvole.


1 commento:

Anonimo ha detto...

ma anche una cadenzata danza di miele abbassa la notte prussiana sulle nostre teste ovattate. la carreggiata ci inganna con il suo odore di pioggia. una musica. un ricatto. un viaggio. tempo. dilatazione. c'è anche questo. Alice